abbi cura di te e fai quello che ti senti di fare, piangi quando ne hai bisogno, sii sereno quando puoi, riposa molto, stai in compagnia di qualcuno o rimani solo con te stesso, con i tuoi pensieri e con i tuoi ricordi;
abbraccia i tuoi sentimenti e le tue emozioni, vinci la tentazione di incolparti di qualcosa e cerca di perdonarti;
cerca di accettare tutto quello che senti: rabbia, colpa, negazione, dolore, paura. Niente è sbagliato, ma è parte di un processo necessario;
fai quello che ritieni opportuno per diminuire il dolore senza doverti giustificare sia con te stesso che con gli altri. Suggerisci ai tuoi cari come aiutarti e chiedi che i tuoi sentimenti vengano rispettati;
concediti una pausa di riflessione sia dal lavoro che da altri doveri e vivi giorno per giorno con calma, in disparte. Rallenta i tuoi ritmi, non fare niente o riduci al minimo gli impegni, rilassati e dormi più che puoi;
se di notte non riesci a dormire, scrivi le tue emozioni, i tuoi sentimenti, una lettera al figlio, quello che stai provando. Sentirai maggior sollievo. Allo stesso modo, può essere utile leggere libri che trattano questo argomento;
cerca di comprendere chi ha meccanismi diversi dai tuoi per affrontare il dolore e di scusare chi non riesce a capirti, soprattutto nella relazione di coppia e con gli altri figli. Ognuno ha i suoi modi e i suoi tempi;
riesamina le tue amicizie. Prendi le distanze sia da chi si allontana sia da chi si intromette troppo e ti dice quel che devi fare, a meno che non lo trovi utile;
cerca di condividere il tuo dolore con chi lo ha già vissuto e ha già trovato consolazione, cerca la nostra comunità più vicina;
prega se hai fede, se ti assalgono dubbi e conflitti nei confronti di Dio e non riesci a pregare anche se lo vorresti, sappi che il tuo dolore è già preghiera;
comincia a considerare l’accaduto e l’intera tua vita alla luce di un Progetto altro;
onora la memoria di tuo figlio attraverso eventi, donazioni ed iniziative a suo nome.