Veglia-di-preghiera

La veglia di preghiera “per asciugare le lacrime”

 

Alla veglia di preghiera hanno preso parte e parola due genitori di Figli in Cielo, Giovanna e Domenico, insieme a loro figlio Raffaele, rendendo la loro testimonianza di fede.

 

Ecco il loro intervento

 

GIOVANNA:

“Santo Padre, e cari amici, mi chiamo Giovanna, ho 48 anni, sposata con Domenico da 21. Sono la mamma di Raffaele e Chiara, qui presenti, e di Antonio, il mio primo figlio, ormai in cielo da quasi cinque anni, dopo che inspiegabilmente ha deciso di togliersi la vita quando aveva solo 15 anni. Antonio in quella tomba ha trascinato anche la mia vita, la mia anima, la mia mente. Ed è in quel momento terribile che l’Amore di Dio si è chinato sulla mia esistenza, ha asciugato tutte le mie lacrime. Questo Amore mi ha impedito e mi impedisce di impazzire, di distruggere me stessa e la mia famiglia.

La Chiesa ci ha presidiati e amati.

Provvidenzialmente, in quei giorni, il dito di Dio è di nuovo intervenuto con un dono enorme: mentre spolveravo la libreria di casa ho rinvenuto un libro di Andreana Bassanetti, regalato a mio marito da alcuni suoi colleghi….ho scoperto l’esistenza di questa meravigliosa famiglia “Figli in cielo”, fondata da Andreana, anch’ella una mamma di una figlia in cielo. Mi sono messa in contatto con lei e si è aperto un dialogo meraviglioso; ho trovato, insieme ai miei cari, una famiglia spirituale che ci ha spalancato le braccia. Questa famiglia partendo dalla stessa storia, dallo stesso dolore, si mette in cammino ogni giorno perché la Risurrezione di Cristo possa diventare un’esperienza concreta anche nella devastante esperienza della perdita del bene umanamente più prezioso, il proprio figlio.”

RAFFAELE:

“Mi chiamo Raffaele, ho 14 anni e cinque anni fa ho perso mio fratello. Avevo solo 9 anni e mia sorella Chiara ne aveva appena 5 . Pur essendo un bambino mi sono reso subito conto di ciò che fosse successo e mi sono sentito perso, mi sono sentito solo. Questa esperienza mi ha traumatizzato e inizialmente mi sono allontanato da Dio, perché non comprendevo il motivo per cui mi avesse privato di mio fratello maggiore. C’era tanta rabbia dentro di me.

Poi guardando anche all’esperienza dei miei genitori, ho avuto una specie di conversione. Mi sono avvicinato alla Chiesa, ho iniziato a comprendere il vero significato dell’Eucarestia.

L’anno scorso ho accompagnato la mia famiglia ad un incontro qui a Roma della Comunità Figli in cielo, solo per accontentare mia madre, invece lì ho trovato una famiglia, la nuova grande famiglia. Tante persone unite dalla comune esperienza di dolore. Chi ha perso il marito, la moglie, il fidanzato, la fidanzata, il compagno di scuola. Anche sorelle e fratelli, come me. Sono persone che si comprendono, che non si giudicano ma si aiutano.

Persone che non rinnegano Dio, nonostante il dolore, ma si appoggiano a Lui.

Da allora ho visto che il Signore voleva fare una nuova storia con me.

Oggi vedo me stesso, gli altri, il mondo che mi circonda con occhi nuovi

E’ Dio che mi sta dando consolazione lo sento e mi sta incoraggiando a proseguire il mio cammino, come ragazzo di 14 anni ma anche come cristiano nella fede, riscoperta in modo forte e autentico proprio in questa tremenda esperienza.”

DOMENICO:

“Santità, con Giovanna, da quando avevamo 17 anni, sono stato chiamato nella Chiesa e dopo tanti anni di esperienza in Cristo, il Signore mi è venuto a trovare lì dove il cuore di ogni uomo non può andare. Il giorno del funerale di Antonio, ero in Chiesa, annichilito, confuso, attonito, che contemplavo incredulo quel corpo meraviglioso ed inerme. Avevo fallito come genitore, come marito, come padre, come cristiano. Ero nulla. All’improvviso è comparso un uomo in Chiesa, uno sconosciuto. Mi ha visto, senza conoscermi, mi è venuto incontro e mi ha abbracciato. Mi ha detto: “Ho letto il manifesto, anche io ho vissuto questa esperienza con mia figlia due anni fa: coraggio. Sono qui per te”.

Ho sentito che quell’abbraccio veniva direttamente dal cielo.

Quell’abbraccio era la consolazione di Dio, il rinnovarmi la Sua paternità, la Sua fiducia, la Sua presenza. Quell’abbraccio era la Misericordia di Dio.

Ho capito quanto è importante anche un semplice abbraccio di chi ha vissuto la stessa esperienza; quanto anch’io avrei potuto consolare con il mio semplice abbraccio perché nessuno si senta solo con un dolore così grande.”

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Alla fine della veglia, Papa Francesco ha consegnato a Andreana Bassanetti l’Agnus Dei, un piccolo ovale di cera ricavato dal Cero Pasquale: una tradizione che risale al 400, e che ha ispirato l’artista, padre gesuita, Marko Ivan Rupnik per la creazione del logo dell’Anno Santo di Misericordia.

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